Legno di compensazione

Diverse volte ho accennato all'esigenza dell'artigiano di scegliere direttamente in natura il legno più adatto alle proprie necessità, la motivazione mi sembra intuitiva e facile da comprendere.

 

 

Oltre alla conoscenza dei vari organismi vegetali, con le peculiari caratteristiche tecniche del legno che possono fornire, alla valutazione della loro maturità e della forma ed allineamento delle fibre, ho parlato anche di buona postura o di simmetria della chioma (per esempio qui).

I motivi che giustificano questa attenzione potrebbero risultare poco intuibili se si ignora il fenomeno conosciuto come “legno di compensazione” o “crescita di compensazione”.

 

Può accadere, per svariati fattori ambientali (fratture fortuite, forti venti persistenti, accumuli di neve, cedimenti del terreno, stretta vicinanza con altre piante, etc.), che il tronco di un albero si trovi sottoposto a forze di stress; questo accade generalmente a causa dello spostamento del baricentro della pianta che non è più centrale rispetto al fusto o quando essa è costretta a inclinarsi, magari anche solo per una ricerca di maggiore luce necessaria alla sua crescita.

 

L'albero reagisce alle tensioni che lo spostamento del baricentro genera tra le fibre del tronco, con uno sviluppo anomalo, aumentando in modo insolito lo spessore della crescita annuale su un solo lato per inseguire un nuovo equilibrio; si tratta quindi di una reazione della pianta che cerca una soluzione che le permetta di ritrovare la stabilità una volta essa sia stata messa a repentaglio.

Nulla di anomalo o di eccezionale, in effetti, si tratta di un fenomeno che è possibile osservare, solitamente, sui rami delle piante che, non essendo verticali, necessitano di una conformazione che gli consenta di reggere i forti carichi, posti lontano dal tronco, generati dalla chioma.

 

Il midollo di questo tronco e completamente spostato verso il basso, lo stress che caratterizza le fibre in tensione, corrispondenti alla zona dove gli anelli di acrescimento sono più ampi, e intuibile anche dallo stato della corteccia in quella zona se la si paragona con quella del tronco sottostante.

Genericamente le reazioni sono differenti tra le latifoglie che tendono a sviluppare maggiormente la sezione del tronco sottoposta a tensione e le conifere nel cui corpo l'espansione più evidente si riscontra tra le fibre soggette a compressione.

Il risultato comunque non cambia: in entrambi i casi si assiste ad uno sviluppo di crescita asimmetrico nella sezione del tronco per cui la posizione del midollo non è più centrale, ma viene a trovarsi spostata di lato.

Finché l'albero è in piedi il nuovo equilibrio è assicurato, le fibre in tensione (o quelle compresse) sviluppano una forza che si contrappone allo squilibrio iniziale, compensandolo, ma quando l'albero viene abbattuto ecco che il carico verticale, dato dalla gravità, muta e si rompono gli equilibri che tenevano bilanciata la pianta.

 

Un tronco caratterizzato da una migliore postura si può distinguere grazie alla centralità del suo midollo. Questo ci da la garanzia che il legno posto in lavorazione non avrà comportamenti anomali.

 Quel legno tenderà sempre quindi ad incurvarsi, trovando, nella stessa composizione delle sue fibre, delle tensioni non più equilibrate dal peso fuori asse dell'albero: ad ogni nuovo taglio (effettuato magari per cercare di drizzare l'incurvatura riscontrata) ecco che l'assetto cambierà ancora, portando a nuove deformazioni.

Per fortuna, se questo genere di problema c'è nel legno, è possibile trovarne riscontro anche quando esso è già stato ridotto in tavole, l'asimmetria del midollo può essere un primo campanello d'allarme.

Occorrerà quindi valutare anche anomali allargamenti tra gli anelli di accrescimento e la loro disposizione più o meno simmetrica, oltre che strane alterazioni nella disposizione delle fibre.


Qualche volta, comunque, un simile difetto potrà sfuggire lo stesso alle nostra attenzione, capita a tutti prima o poi di doversi confrontare con una tavola particolarmente capricciosa!

 



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